Dopo l'articolo di XL mi sono incuriosito e ho fatto una full immersion nel mondo di Richard Benson.
Ho scoperto un uomo dileggiato, oltraggiato, umiliato all'inverosimile da persone frustrate che si sono ritrovate a poter avere il capro espiatorio per le loro amarezze quotiane, pronto e servito.
Ho scoperto un uomo, che magari di testa non ci sta neanche più tanto, che ha una fede ferma nel metallo, nella musica suonata con rabbia, con passione, con la stessa veemenza che ci fa muovere la testa ad ogni riff dei Morbid Angel o dei Metallica... eppure i suoi concerti sono soltanto un festino di teste di maiale (vedi il 15 all'Alpheus), polli e stronzate varie lanciate contro un uomo inerme, e sottolineo inerme, che sta sul palco per suonare.
Ok. Richard non saprà suonare, si sarà fatto il suo business con questi show, sarà completamente fuori e i suoi video su You Tube sono assolutamente esilaranti ( anche io rido a crepapelle per carità), ma perchè inveire così??? Lancereste polli su un ragazzo down? Su un anziano signore?
Come direbbe il grande "Non avete capito un cazzo!!!" e ora la mia missione sarà intervistarlo!
Alex
Toilet è una realtà giovanissima, tenace, incredibilmente in mutazione e soprattutto capace di tirare fuori veri e propri conigli dal cilindro. Toilet si trova bimestralmente nelle migliori librerie (e su www.toilet.it) e raccoglie le voci di chi ama l’inchiostro e la carta (non solo igienica) dandovi la possibilità di scegliere quanto tempo avete da “dedicare” alla lettura nelle vostre “riunioni di gabinetto”.
La testa (rasata) dietro questa energia editoriale è Paolo Baron e mi sono fatto due chiacchiere veloci con lui…
Toilet. Detersivo, detergente, profumo o che?
Detergente per le ansie del quotidiano, direi. Toilet è un momento di distacco da tutto quello che è fuori dalla porta del bagno, il luogo dove “consigliamo” di leggerlo, almeno ci piacerebbe che fosse così, anche se in metro o altrove va bene lo stesso...
Chi fa parte della famiglia Toilet?
Un gruppo di persone appassionate di lettura e, qualcuno, anche di scrittura. Un gruppo di tenaci sostenitori del talento nascosto in ogni persona.
Chi legge e chi scrive Toilet?
Lo leggiamo in 8, editor di professione, scrittori e non. Tutti sfrenati lettori di pile di libri. Lo scrivono tutti coloro che hanno la voglia e le qualità per mettere su carta un’emozione o una storia ben raccontata.
Cosa rende un racconto “da toilet”?
Il trasmettere un’emozione vera, sincera, sentita. Ma anche una storia avvincente di pura fantasia. E deve avere una bella prosa senza lungaggini.
Il futuro è su un rotolo di carta igienica oppure sugli scaffali delle librerie?
Speriamo di restare sugli scaffali, lì dove siamo arrivati zitti-zitti, quatti-quatti.
Come sta l’editoria? E come sta l’underground delle penne italiane?
L’editoria è in affanno. Le nuove tecnologie, il nuovo entertainment stanno strozzando il sano desiderio di aprire un libro per vivere emozioni alimentate solo dalla propria fantasia e non da immagini e suoni indotti dall’esterno.
Le nuove penne sono spesso condizionate da questo o da quell’autore famoso; c’è poca originalità, poca voglia di osare. Di numero in numero, le nostre selezioni diventano sempre più severe.
Meglio essere talent scout o editori?
Cerchiamo di essere tutt’e due. Non sappiamo se lo facciamo bene o male ma cerchiamo di scoprire ed aiutare le “penne italiane” ad imboccare una strada.
Vi sembra che abbia ripetuto Toilet abbastanza volte?
Lo hai fatto solo 5 volte, continua!
L’augurio migliore che potete farvi?
Che nessuno riesca più a sedersi sulla tazza senza Toilet accanto.
Alex
Grazie per la recensione e l'intervista al Paradiso degli Orchi (www.paradisodegliorchi.com)
Grazie all'Ufficio Stampa di Toilet, Vittorio Graziani
Ogni tanto qualcuno in Italia ha il coraggio di osare. E ci sono volte in cui si osa persino per qualcosa di valido.Enrica Murru
Janet Jackson, in un'intervista in cui ha insolitamente parlato a tutto tondo, ha attaccato il padre e ha riferito che probabilmente non si sposerà più. La cantante ha affermato che suo padre Joe da giovane si comportò malissimo nei confronti della moglie: il punto più basso lo raggiunse quando mise incinta una fan dei Jackson 5. "Non riesco neanche ad immaginarmi come si sia sentita mia madre. Cioé, darci una sorellastra! Il fatto che mia madre gli sia stata al fianco per tutti questi anni è il segno del vero amore", ha detto la sorella di Jacko. La quale poi ha esposto la sua personale teoria sul fallimento dei suoi due matrimoni. "Dopo due divorzi", ha affermato, "ho pensato che fossi sfigata. Magari era colpa mia, magari il matrimonio non era una cosa adatta a me". E ha fatto capire perché non ha sposato il fidanzato Jarmaine Dupri: per evitare un'altra cocente delusione. "Divorziare è stato tremendo, sono stanca di star male", ha detto.