26 Febbraio 2009 ore 21.30 Piper Club
via Tagliamento 9, Roma
Castelvecchi Editore, 2Pier e Piper Club
presentano
STRIPPED
I Depeche Mode messi a nudo
Interverranno
Fabio Luzietti (Radio Città Futura)
Valerio Corzani (Radio Rai)
Seguirà il concerto di
Madeleine
The Skelter
Francis Drake
Shocks on the edge
Jonathan Miller
Stripped
I Depeche Mode messi a nudo
Quattro ragazzini di provincia, tre tastiere e un microfono sono i semplici ingredienti dell’ultimo vero big bang nella storia della musica contemporanea. È iniziato tutto con un piccolo concerto alla Nicholas School, nell’estate del 1980, e da allora I Depeche Mode sono diventati «i Beatles delle produzioni indipendenti», ottenendo un enorme successo di pubblico e di critica. Ma la strada verso l’olimpo musicale non è stata in discesa: dall’abbandono del fondatore del gruppo Vince Clarke, alla dipendenza da eroina che ha quasi ucciso il frontman, Dave Gahan, la storia dei Depeche Mode è costellata di ascese e cadute, che questo libro racconta con passione e puntualità.
Stripped tiene fede alla canzone omonima dei Depeche Mode, riuscendo a mostrarceli «nudi fino all’osso». Oltre che una biografia della grande band, è una memorabile carrellata sulla scena musicale inglese, ed è soprattutto la storia di quattro ragazzi il cui successo ha sempre avuto a che fare con l’autenticità. Come ha detto Alan Wilder, ex-membro del gruppo: «Voglio dire, si parla tanto dell’anima, ma che cos’è l’anima? La gente ci accusa di non averla perché usiamo l’elettronica, ma avere un’anima significa essere onesti, e di onestà ce n’è parecchia nella musica che facciamo».
JONATHAN MILLER
Jonathan Miller è giornalista freelance specializzato in musica hi-tech. Ha al proprio attivo centinaia di pezzi pubblicati su testate di settore in tutto il mondo. Questo è il suo primo libro.
Le Grandi Navi
pp. 628 ca.
euro 22
formato 14x21 cm
ISBN 978-88-7615-268-9
«Tempo dopo, quando a Gahan venne chiesto se ci fosse un’immagine particolare che racchiudesse tutta la sua storia con i Depeche Mode, non ebbe dubbi: “Per me, quell’immagine del Rose Bowl. Ad un certo punto, durante la canzone Never Let Me Down Again, saltai su uno dei montanti e vidi un paio di persone fra il pubblico che agitavano le braccia in aria, iniziai a farlo anch’io, e all’improvviso c’erano 70.000 persone che facevano la stessa cosa! Ero sopraffatto, sentivo qualcosa tipo lacrime dentro di me, e il sudore che mi scendeva sulla faccia, ma quella era gioia pura! Una sensazione tipo Non può andare meglio di così. È stato meraviglioso, il ragazzo di Basildon ce l’aveva fatta”».
«Fama, droga e un tocco di rock’n’roll. E sì, c’è anche del sesso…
Dal momento in cui ho aperto il libro non ho più potuto smettere di leggere».
«RELEASE MUSIC MAGAZINE»
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