Un romanzo in quattro vendemmie, recita il sottotitolo. Un romanzo che si può gustare come un’orizzontale oppure come una verticale. Facendo un gioco di parole bello e fatto, si potrebbe dire meglio come una "verticale", visto il modo di condurre la propria vita del protagonista.
L’irresistibile eredità di Wilberforce
Autore: Paul Torday
Elliot edizioni- pp.gg. 316– 2009
Wilberforce è il classico self-made man, un inglese che ha fatto fortuna con l’informatica, un uomo che viene chiamato, visto e riconosciuto solo con il suo cognome.
Un alcolista. In preda alla sindrome di Wernicke. Che non riesce ad ammettere la sua condizione nemmeno di fronte al parere del suo medico personale ("Non sono un alcolizzato. Ho solo la passione per il vino”), con un buon gusto che non gli permette minimamente di pensare di paragonare quel nettare all’alcol (“E poi definire il vino alcol era un gesto insensibile e gretto”).
Per il suo unico amore, dopo la moglie morta che ritrova accanto nei suoi momenti di peggiore (migliore?) estasi, dilapida tutta la sua fortuna, vive al limite della ragionevolezza economica, cibandosi il tanto che basta per esaltare i sapori delle bottiglie che scivolano tra le sue mani, tutto per poter cercare il deus ex machina in cui immergere le labbra.
Non sarà un’ottima annata, ma L'irresistibile eredità di Wilberforce va giù che è una meraviglia.
Voto: 9
Recensione di Alex Pietrogiacomi
Franchi è uno dei pochi letterati, giovani letterati aggiungiamo, che veramente apprezziamo e stimiamo.
Un ragazzo che con questo romanzo in uscita il 21 per Castelvecchi, osa nello stile, nei contenuti con un chiaro omaggio a tutta la narrativa italiana (specie quella di Tondelli).
Monteverde è onirico e reale al tempo stesso, si lascia assorbire come una droga fatta di concreta riflessione sulla vita e sull'oggi.
Pieno di musica, birra, strade e Roma è una lettura che ci sentiamo di consigliare dal profondo, scommettendo con voi che sarà un ottimo suggerimento.
La redazione
Gianfranco Franchi
MONTEVERDE
Da bravo precario laureato, Guido Orsini, giovane intellettuale disoccupato, racconta la realtà di una partita iva che entra nel mondo del lavoro in proprio, negli ingranaggi di un sistema di sfruttamento grottesco.
Eroico e patetico allo stesso tempo comprende e smonta la burocrazia, le ingiustizie, gli amori finiti male, le piccole catastrofi quotidiane rifugiandosi, per prendere fiato, in piccole isole fatte di amici, letture, musica, calcio.
Un personaggio ironico e romantico, un puro di cuore che prende per mano in un viaggio irresistibile chiamato vita.
Gianfranco Franchi
Gianfranco Franchi (Trieste, 1978), letterato romano di sangue triestino, istriano e austriaco, ha pubblicato in narrativa Disorder e Pagano (Il Foglio 2006, 2007), in saggistica Lettere alle tre amiche di Scipio Slataper (Alet, 2007) e in poesia L’inadempienza (Il Foglio 2008). Fondatore e coordinatore del sito letterario lankelot.eu, è consulente editoriale. Collabora con diverse testate cartacee e on line. Vive a Roma, a Monteverde Vecchio.