postato da thebackinblack alle ore 22:58
lunedì, 28 settembre 2009

Lo stile di Ingo Schulze ha abituato il lettore troppo bene, lo ha abituato a viaggiare, forse a sognare con parole che non sempre gli appartengono.

 

Adam e Evelyn

 

Autore: Ingo Schulze

Feltrinelli -pp.gg.  208- euro 16.00 - 2009

 

Chi legge questo autore che nel 1998 il “New Yorker” ha annoverato tra i “sei migliori giovani romanzieri europei”a volte si ritrova ad essere spettatore di un sogno che non vive di fatto ma che potrebbe e si perde nella bellezza della voce della storia . Dopo  Vite nuove e i bellissimi racconti di Bolero berlinese,  Schulze torna con una rocambolesca storia d’amore tra due ragazzi, ambientata nella Germania dell’Est del 1989.

Adam fa il sarto, cuce vestiti che mostrano bellezze nascoste oppure insospettabili, coglie con le sue mani e i suoi occhi i sorrisi delle donne che venerano la sua arte. Nella sua stanza fumosa, che ha nel sigaro che fuma mentre lavora l’odore della sua professione, tutto viene preso, strappato e cucito insieme. Tutto. Stoffe, labbra, seni e corpi nudi. Un bagno di colori che veste ogni volta una donna

Evelyn, Eve, è una cameriera che cerca di farcela, che sorride ad una vita di lato, con  il camice sporco di una condizione forse transitoria che cerca di vivere con il suo Adam.

Un giorno Eve torna a casa e scopre quanto il suo “amore” spinga le mani sotto le gonne delle adoranti modelle e decide di fuggire, di correre incontro ad una vacanza (che dovevano fare insieme, lei e lui, da innamorati) sul lago Balaton, con la sua amica Simone e suo cugino dell’Ovest.

Tutto allora prende la piega più inaspettata, tutto non resta fermo e in mezzo a un fiume di dialoghi comincia la rincorsa di Adam verso la sua amata, con la sua  Wartburg di nome Henrietta e la tartaruga Elfy, mentre l’Ungheria sta per aprire le frontiere e l’Ovest si fa più vicino, una storia d’amore dai mille ostacoli, dalle sfaccettature più complicate e intrecci inusuali. Un romanzo che corre su ruote e piedi, tra storia e politica, con paure e riflessioni di una coppia che si trova a giocarsi la propria libertà e a trovare nella distanza da casa un motivo in più per guardarsi negli occhi e dirsi … e dirsi qualcosa.

 

 

Alex Pietrogiacomi

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postato da thebackinblack alle ore 22:55
lunedì, 28 settembre 2009

«Sono un vecchio ebreo sentimentale. L’ultimo ebreo della mia famiglia». Artie Rubin è un illustratore di libri per ragazzi di quasi settant’anni che ora lavora ai miti degli Asi. Vive a New York, regge la sua fede ebraica con una mano che è sostenuta dal padre che non c’è più, un vecchio padre osservante, vivo nel pensiero di un figlio che lo ricorda continuamente.

 

 

 

 

Rallegrati di queste cose al crepuscolo

 

Autore: Hugh Nissenson

Cargo- pp.gg. 416 - euro 18,00 - 2009

 

 

Sposato con Johanna, un’agente di borsa che è sempre accanto al marito pur non condividendo la radice religiosa, soprattutto ora nel momento più bello per una coppia di genitori: la nascita di un nipote.

I due vivono in uno stato di serenità docile. Il lavoro, lo srotolarsi delle giornate, gli amici e la quotidianità divisa come un pasto nei giorni d’inverno. Nulla sembra essere fuori posto, neanche il sesso consumato con l’aiuto del viagra, con mani sapienti, anzi reminiscenti, che muovono piaceri frugali ma intimi, condivisi, unici.

I Rubin vivono il loro tempo. Lo fanno con la discrezione di chi conosce il proprio legame. Ma il tempo porta anche inciampi, paure, zoppie dovute a pensieri che scivolano tra le mani strette dell’ottimismo e sporcano le scarpe nuove della realtà.

Accanto alla coppia gli amici hanno gravi problemi di salute, alcuni sono morti e a quanto pare anche loro devono cominciare a fare i conti con la propria. Nascono ansie che vengono affrontate con estrema semplicità, con un rigore fatto di inconscia calma,  summa di anni passati insieme, che permette di osservare i propri timori, senza disperderli, ma quantomeno attutendone il sordo rumore.

Tutto si svolge in un’America stretta tra l’agosto e il novembre del 2001, un paese che entra nel taschino della giacca di questa storia, in cui fanno capolino la questione mediorientale, gli attentati, dove lentamente si avvicina l’11 settembre senza invadere lo spazio empatico dei personaggi e della loro vita.  Capovolge, modifica, non invade. Un’America ricordata mentre viene vissuta.

Nissenson ha la potenza narrativa della semplicità evocativa di ogni giorno, che fa riemergere in modo del tutto proprio e originale tematiche universali (ma anche care alla scuola di scrittura ebrea in ogni accezione da Malamud ad Auslander) come la presa di coscienza della propria condizione di fragilità, di impermanenza, senza commiserazione alcuna. Un romanzo di profonda umanità dove scoprire come trovare l’equilibrio nelle ore del crepuscolo.

 

 Alex Pietrogiacomi

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postato da thebackinblack alle ore 22:52
lunedì, 28 settembre 2009

«Manuale di terrorismo ad uso dei principianti ricco di notizie sulle condizioni di tempo e di denaro essenziali allo scopo, gli studi da seguire, gli esami da affrontare, le attitudini e le capacità necessarie per una buona riuscita, gli strumenti di preparazione, le possibilità di avanzamento e di successo nella professione, il tutto illustrato da tavole e figure e completato da esmpi e intermezzi piacevoli atti a rilassare lo spirito durante lo studio». C’è altro da aggiungere? Forse no, o forse sì.

 

 

 

 

 

Breviario per aspiranti terroristi

 

Autore: Mathias Enard

Nutrimenti- pp.gg. 160 – euro 15.00- 2009

 

Un divertissement saturo di ironia che ha una miccia corta e veloce in grado di far sorridere e riflettere al tempo. Breviario per aspiranti terroristi educa il “buon selvaggio” Virgilio «(…) negro di pelle e schiavo di condizione» all’arte, o meglio ai comandamenti, del terrorismo riuscendo a dimostrare che ognuno di noi può farcela. Basta seguire le dieci lezioni:1. Avere una causa da difendere; 2. Avere un lato mistico;3. Essere un po’ artisti; 4. Avere rispetto dei testicoli; 5. Saper convincere; 6. Saper scegliere un obiettivo; 7. Giocare a Commando; 8. Essere un tantino zoofili; 9. Sapersi sacrificare per la causa; 10. Essere un cuoco provetto.

Lezioni impartite da un padrone bianco, con villa ai Caraibi che tra un bicchiere e una posizione zen, uno sguardo e un disegno impartisce lezioni che potrebbero far tornare alla mente la letteratura del 700, ma anche alcuni passaggi tanto cari a Pirsing.

Un pamphlet essenziale e caustico, irriverente e demolitore (che sarebbe piaciuto sicuramente a Bernard detto “il Picchio”)  per potersi scagliare contro un mondo abbrutito da sé stesso, e che finalmente si discosta da certi libri che, con serietà allarmante, davvero vorrebbero far incendiare le molotov da chiunque.

Ah, naturalmente «Gli autori declinano ogni responsabilità per le conseguenze estetiche, politiche o digestive legate ad un’eventuale messa in pratica degli strampalati consigli raccolti in questo manuale».

Quindi non resta che rimboccarsi le maniche, respirare e accendere la miccia … sperando che non sia bagnata.

 

Alex Pietrogiacomi

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postato da thebackinblack alle ore 17:10
martedì, 22 settembre 2009

Finalmente il capolavoro indiscusso di Ian Christie arriva nelle librerie. Con un'introduzione in esclusiva per il pubblico italiano, "SOUND OF THE BEAST"  (ARCANA EDIZIONI) è in assoluto il libro più completo sul metallo pesante.

Dalle origini ai giorni nostri, non manca di nulla: fotografie, alberi genealogici, schede di approfondimento su generi e gruppi.
In assoluto il miglior libro in circolazione.



Dal 28 settembre correte a prendere una copia per riscoprire il suono affilato dell'HEAVY METAL!
STAY HARD!

La redazione di BACK IN BLACK
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postato da thebackinblack alle ore 09:33
martedì, 22 settembre 2009

Ci sono ancora belle scelte editoriali e mi ritrovo per la seconda volta un libro Castelvecchi tra le mani e un audace quanto talentuoso scrittore.
IL MENU di Sergio Sozi ( e i miei complimenti vanno anche a chi ha scelto quest'opera) è un divertissement distopico, ma forse in tanta distopia c'è un fondo di ironica utopia.
L'Italia è scomparsa nel futuro, quello che ne resta è soltanto una memoria confusa. Si ritrovano gli scritti di Cesare Minicucci, vecchio poeta che riportano i ricordi e la storia della penisola: quando si parlava l'italiano e si mangiava la pizza. Già, perchè tutto comincia con l'abolizione della pizza che diventa prodotto tipico degli americani non nostro! Tutto comincia con cambiamenti di questo genere... dove si va a finire poi?!
Leggete questo racconto lungo (105 pagine) e godetevi uno stile tagliente e ironico e una storia che farà sorridere e pensare.
Da domani gustatevi IL MENU.

Ernest LeBeau

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postato da thebackinblack alle ore 11:40
sabato, 19 settembre 2009

Lovecraft. Tutti i romanzi e i racconti

 

Autore: A cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco

Newton Compton- pp.gg.1904- euro 24.90-2009

 

Quello che Howard P. Lovecraft è riuscito a fare è stato creare un mondo alternativo al terrore, un universo di puro orrore costituito da un pantheon mostruoso di esseri antichi e amorali che un tempo ci dominavano e ora attendono il proprio ritorno sulla terra, che avverrà grazie ad esseri umani che in segreto tengono vivo il loro culto.

 

Il sottile gelo che riesce a far nascere dietro la nuca di qualsiasi lettore un racconto qualsiasi di Lovecraft  è uno status innaturale a cui difficilmente si riesce a dare una spiegazione, è una corda dimenticata che ad un certo punto comincia a suonare da sola in una stanza vuota.

Pura immaginazione? Follia? Cosa ha rischiarato la mente di questo straordinario scrittore?  Gli scenari apocalittici e gli altri mondi di cui ci mette a conoscenza sono un nutrimento insano per la fantasia di ogni uomo, un nutrimento di cui non si riesce ben a capire il sapore, l’entità, la sostanza. Il suo libro dei morti, “Il Necronomicon” è ancora oggi la questio più amata da tutti gli appassionati dello scrittore americano: è esistito o no!? Dove si nasconde? È possibile che sia tutta invenzione? E si torna sempre a questo, al fatto che Howard P.Lovecraft abbia generato un ciclo vero e proprio che insinua sempre il dubbio dell’esistenza o meno, della veridicità o meno. La paura più oscura è quella che fa domande e sa che non ci sono risposte forse.

Nei suoi scritti l’uomo è assolutamente al centro di questo cosmo, protagonista principale, essere che domina e che fa dominare i suoi simili eppure questo concetto si sgretola sempre, costantemente, perché in realtà per Lovecraft, l’uomo è un semplice pasto per Shub-Niggurath, Nyarlathotep, Yog-Sothoth, Cthulhu, un animale sacrificale che inconsapevolmente si butta tra le fauci della follia, dell’abominio, per non uscirne più.

Gianni Pilo e Sebastiano Fusco sono vecchi amici del “solitario di Providence” e scrivono una prefazione esauriente, che incita all’approfondimento, che regala stralci da integrare e raccolgono in “Lovecraft. Tutti i romanzi e i racconti” praticamente tutto quello che c’è da sapere e leggere sullo scrittore dell’orrore puro.

Lovecraft è una fiamma che ha acceso veri e propri filoni cinematografici (John Carpenter lo ha omaggiato con “Il seme della follia”, mentre ci sono stati innumerevoli film horror che hanno richiamato il ciclo di Chtulhu come il film “Dagon” oppure “Army of Darkness”), ha ispirato musicisti e gruppi (“The call of Chtulhu” dei Metallica), ed è stato studiato da moltissimi scrittori italiani (come Gianfranco de Turris) fino ad arrivare ad un docu-film intitolato “Road to L.”.

In questa grande raccolta potrete sfiorare con le vostre mani il viscido e tentacolare buio che alberga nelle tenebre della storia dell’uomo, il sibilante morso della morte della ragione.

Alex Pietrogiacomi

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postato da thebackinblack alle ore 11:49
venerdì, 18 settembre 2009


Comunicato Stampa

Scrittori Precari Reading Tour Italiano 2009
Dal 19 al 26 settembre 2009

Il Collettivo romano Scrittori Precari dal 19 settembre farà tappa in varie città di Italia per una serie di reading incentrati sul precariato inteso nel senso più esteso del termine.


Con la collaborazione di altri autori che hanno aderito all’iniziativa nelle città che saranno toccate, Gianluca Liguori, Simone Ghelli, Angelo Zabaglio, Luca Piccolino e Alex Pietrogiacomi leggeranno opere inedite di poesia e narrativa e brani tratti dalle loro pubblicazioni.

Chi sono gli Scrittori Precari.

Nel dicembre del 2008 tra i tavoli di un bar del Pigneto, reduci dall'esperienza condivisa di Scrittori Sommersi, Gianluca Liguori e Simone Ghelli decidono di dar vita ad un nuovo progetto, Scrittori Precari.
Ai due si aggiungono Luca Piccolino, Angelo Zabaglio e  Alex Pietrogiacomi.
Prende vita il collettivo Scrittori precari che rivendica la centralità della scrittura e della sua condivisione attraverso la lettura pubblica, intesa come forma d’impegno civile che sappia spezzare il ritornello della “crisi” con cui da mesi si giustificano i tagli e le disattenzioni reiterate nei confronti del mondo del lavoro, della scuola, dell’istruzione e della cultura.
Riappropriarsi del proprio tempo, dell'oralità e della sensibilità umana, anziché continuare ad essere prodotti e consumati.


Di seguito il programma
      
Tour precario settembre 2009

19 – Napoli, ore 19, Libreria Ubik, via Benedetto Croce, 28
        Ospiti Marco Marsullo e Raffaella R. Ferré

22 – Firenze, ore 21.30, Libreria La Cité, Borgo San Frediano 20r
        Ospiti Vanni Santoni e Ilaria Giannini

23 – Bologna, ore 19.30, Libreria Zammù, via Saragozza 32a
        Ospite Decimo Cirenaica

24 – Milano, ore 19.30, Frida Café, via Antonio Pollaiuolo 3
        Ospite Giacomo La Franca
       
25 – Meldola (FC), ore 21.00, Casa del Cuculo, via Ceppareto 14

26 – Giano dell'Umbria (PG), Repubblica di Frigolandia, Località La Colonia/Montecerreto
        Ospite Barbara Pichi


Per informazioni
scrittoriprecari@yahoo.it
www.scrittoriprecari.wordpress.com

ufficio stampa

pressscrittoriprecari@gmail.com

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