LA VERA STORIA DI STEPHENIE MEYER
«Sono un vecchio ebreo sentimentale. L’ultimo ebreo della mia famiglia». Artie Rubin è un illustratore di libri per ragazzi di quasi settant’anni che ora lavora ai miti degli Asi. Vive a New York, regge la sua fede ebraica con una mano che è sostenuta dal padre che non c’è più, un vecchio padre osservante, vivo nel pensiero di un figlio che lo ricorda continuamente.
Rallegrati di queste cose al crepuscolo
Autore: Hugh Nissenson
Cargo- pp.gg. 416 - euro 18,00 - 2009
Sposato con Johanna, un’agente di borsa che è sempre accanto al marito pur non condividendo la radice religiosa, soprattutto ora nel momento più bello per una coppia di genitori: la nascita di un nipote.
I due vivono in uno stato di serenità docile. Il lavoro, lo srotolarsi delle giornate, gli amici e la quotidianità divisa come un pasto nei giorni d’inverno. Nulla sembra essere fuori posto, neanche il sesso consumato con l’aiuto del viagra, con mani sapienti, anzi reminiscenti, che muovono piaceri frugali ma intimi, condivisi, unici.
I Rubin vivono il loro tempo. Lo fanno con la discrezione di chi conosce il proprio legame. Ma il tempo porta anche inciampi, paure, zoppie dovute a pensieri che scivolano tra le mani strette dell’ottimismo e sporcano le scarpe nuove della realtà.
Accanto alla coppia gli amici hanno gravi problemi di salute, alcuni sono morti e a quanto pare anche loro devono cominciare a fare i conti con la propria. Nascono ansie che vengono affrontate con estrema semplicità, con un rigore fatto di inconscia calma, summa di anni passati insieme, che permette di osservare i propri timori, senza disperderli, ma quantomeno attutendone il sordo rumore.
Tutto si svolge in un’America stretta tra l’agosto e il novembre del 2001, un paese che entra nel taschino della giacca di questa storia, in cui fanno capolino la questione mediorientale, gli attentati, dove lentamente si avvicina l’11 settembre senza invadere lo spazio empatico dei personaggi e della loro vita. Capovolge, modifica, non invade. Un’America ricordata mentre viene vissuta.
Nissenson ha la potenza narrativa della semplicità evocativa di ogni giorno, che fa riemergere in modo del tutto proprio e originale tematiche universali (ma anche care alla scuola di scrittura ebrea in ogni accezione da Malamud ad Auslander) come la presa di coscienza della propria condizione di fragilità, di impermanenza, senza commiserazione alcuna. Un romanzo di profonda umanità dove scoprire come trovare l’equilibrio nelle ore del crepuscolo.
Ci sono ancora belle scelte editoriali e mi ritrovo per la seconda volta un libro Castelvecchi tra le mani e un audace quanto talentuoso scrittore.
Lovecraft. Tutti i romanzi e i racconti
Autore: A cura di Gianni Pilo e Sebastiano Fusco
Newton Compton- pp.gg.1904- euro 24.90-2009
Quello che Howard P. Lovecraft è riuscito a fare è stato creare un mondo alternativo al terrore, un universo di puro orrore costituito da un pantheon mostruoso di esseri antichi e amorali che un tempo ci dominavano e ora attendono il proprio ritorno sulla terra, che avverrà grazie ad esseri umani che in segreto tengono vivo il loro culto.
Il sottile gelo che riesce a far nascere dietro la nuca di qualsiasi lettore un racconto qualsiasi di Lovecraft è uno status innaturale a cui difficilmente si riesce a dare una spiegazione, è una corda dimenticata che ad un certo punto comincia a suonare da sola in una stanza vuota.
Pura immaginazione? Follia? Cosa ha rischiarato la mente di questo straordinario scrittore? Gli scenari apocalittici e gli altri mondi di cui ci mette a conoscenza sono un nutrimento insano per la fantasia di ogni uomo, un nutrimento di cui non si riesce ben a capire il sapore, l’entità, la sostanza. Il suo libro dei morti, “Il Necronomicon” è ancora oggi la questio più amata da tutti gli appassionati dello scrittore americano: è esistito o no!? Dove si nasconde? È possibile che sia tutta invenzione? E si torna sempre a questo, al fatto che Howard P.Lovecraft abbia generato un ciclo vero e proprio che insinua sempre il dubbio dell’esistenza o meno, della veridicità o meno. La paura più oscura è quella che fa domande e sa che non ci sono risposte forse.
Nei suoi scritti l’uomo è assolutamente al centro di questo cosmo, protagonista principale, essere che domina e che fa dominare i suoi simili eppure questo concetto si sgretola sempre, costantemente, perché in realtà per Lovecraft, l’uomo è un semplice pasto per Shub-Niggurath, Nyarlathotep, Yog-Sothoth, Cthulhu, un animale sacrificale che inconsapevolmente si butta tra le fauci della follia, dell’abominio, per non uscirne più.
Gianni Pilo e Sebastiano Fusco sono vecchi amici del “solitario di Providence” e scrivono una prefazione esauriente, che incita all’approfondimento, che regala stralci da integrare e raccolgono in “Lovecraft. Tutti i romanzi e i racconti” praticamente tutto quello che c’è da sapere e leggere sullo scrittore dell’orrore puro.
Lovecraft è una fiamma che ha acceso veri e propri filoni cinematografici (John Carpenter lo ha omaggiato con “Il seme della follia”, mentre ci sono stati innumerevoli film horror che hanno richiamato il ciclo di Chtulhu come il film “Dagon” oppure “Army of Darkness”), ha ispirato musicisti e gruppi (“The call of Chtulhu” dei Metallica), ed è stato studiato da moltissimi scrittori italiani (come Gianfranco de Turris) fino ad arrivare ad un docu-film intitolato “Road to L.”.
In questa grande raccolta potrete sfiorare con le vostre mani il viscido e tentacolare buio che alberga nelle tenebre della storia dell’uomo, il sibilante morso della morte della ragione.
Nell'estate del 1999 nasceva Napster, un concetto, un modo di pensare che avrebbe rivoluzionato del tutto il nostro modo di intendere la musica, il web e lo scambio di files.
Il fenomeno del popnapsound (ovvero i neomelodici napoletani) ha preso piede nella nostra società e lo ha fatto in un modo assolutamente travolgente.
Yuriko e Kazue sono due ex-squillo di lusso che vengono brutalmente assassinate in un sobborgo residenziale di Tokyo, a pochi mesi di distanza l’una dall’altra. In comune hanno due cose: sono state uccise dallo stesso uomo.
